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Dov’è casa?

Me lo sono chiesto in questi giorni, poiché sono stato via da casa (Milano) per stare a casa (Taranto) per 3 lunghe settimane. Ora che sono tornato a Milano mi chiedo: “Quale è davvero casa?”.

È casa quando ti svegli e sai che ti basta andare in cucina (perché cucina è la “sala da pranzo” per noi) per avere caffé, latte e biscotti pronti?

Oppure è casa quando ti svegli e non ricordi neanche dove sei perché la sera prima hai strabevuto, però sai dov’è la doccia e sai dove sono i vestiti e ti vesti in 2 minuti e in 5 minuti sei già alla fermata della 95 e in 20 minuti sei già ad aspettare la navetta per il lavoro ed in 40 minuti sei a lavoro?

Forse casa è solo dove sai che puoi bestemmiare fortissimo perché non ti sei svegliato in tempo, e casa forse è dove sai che devi uscire e mannaggiallamiseria hai sonno e non hai voglia ma tu esci lo stesso e sai di preciso come alzarsi dal letto e come vestirsi e come evitare la portinaia per non far tardi a lavoro.

Dov’è casa? Dove, mi chiedo?

[[Questo post è stato pubblicato, cancellato e poi ripubblicato, perché a quanto pare qualcuno lo ha apprezzato, e siccome unovalemille per me, lo ripubblico]]

Ears just wanna have fun

Ho uno strano rapporto con le cuffie.

Indosso delle cuffie alle orecchie per il 65% della mia giornata, lavorativa e non. Mi alzo, esco di casa, indosso le cuffie, arrivo in ufficio, indosso le cuffie, esco dall’ufficio, indosso le cuffie.

Quel che non capisco è il motivo per cui io riesca in maniera più o meno regolare a perdere o a rompere queste maledettissime cuffie.

Ho degli auricolari con cavo? Il cavo si rompe e di auricolare ne funziona solo una (di solito il sinistro, ovviamente).

Compro delle fantastiche cuffie con cavo piatto che mainellavitasirompe? Il cavo si rompe il giorno dopo.

Compro degli auricolari wireless? Si rompe il less.

Per qualche strana condizione meteoastrologica riesco anche a perdere le cuffie, quelle groffe groffe, quelle che d’inverno ok ma d’estate la musica scorre via col sudore.

Il mio sogno più grande è quello di farmi impiantare un sistema audio intraosseo. Uno di quelli per cui ti tiri un lobo dell’orecchio per mandare avanti o indietro i brani, tossisci e spotify va in modalità random. Dai, ci sarà un impianto del genere, no? NSA, parlo con te.

“O forse dovresti fare solo un po’ più attenzione. Che dici, caro vecchio coglioncello?”

Morfeo amico degli sbirri

Ho sonno, devo dormire.

“Devo”, poi. Non mi pare ci sia una regola scritta sul dormire. Magari in qualche manuale medico c’è scritto che dobbiamo dormire, che ne abbiamo necessariamente bisogno, che in maniera insindacabile noi dobbiamo dormire mamma mia altrimenti moriamo perlamordiddio. Io però quei manuali non li ho letti, e quindi mi sono fatto un’idea, non precisa, ma cangiante, in continua evoluzione.

L’idea che mi sono fatto è che non sono un bravo dormitore, non ho mai imparato a dormire così come si dovrebbe fare (8 ore al giorno? non sono mica in ufficio, compa’). Quello che davvero mi frega è sempre il momento™: ogni sera, quando sono a casa, davanti al pc, alla televisione, alla Nintendo Switch (COMPRA NINTENDO SWITCH), a leggere un buon libro amazoniano (ah, l’odore dei pixel), arriva un momento™ in cui gli occhi iniziano ad assottigliarsi, lo sguardo tende all’infinito, il cervello è in attesa di una sola parola (Buonanotte); ma c’è un problema.

In analisi matematica, si dice che una funzione di variabile reale f(x) continua in un punto x0 del dominio, ha una cuspide in x0 se […] i limiti destro e sinistro del rapporto incrementale in x0 sono divergenti (tendenti a ±∞) con segno opposto.

Fonte: Wikipedia: Cuspide (matematica), 24 gennaio 2019 00:44

Il mio momento™ di sonno è una cuspide, è quel punto in cui sono un tutt’uno con Morfeo, in cui Morfeo è mio padrone e signore onnipotente, Morfeo è Big Boss, Morfeo è The Big Kahuna, Morfeo è Nick Cave che ti sussurra una ninna nanna mentre sorseggia Rye Whiskey.

Morfeo, però, è un figlio della merda, e mi guarda e sorride e mi guarda e sussulta e mi guarda e mi dice “Domani sono cazzi”, e allora il momento™ è finito, e il limite ormai tende a +∞.