3 Birre in meno per Malambo

Io sono una persona facilmente influenzabile.

Io sono una persona facilmente influenzabile dai video di Youtube.

Succede un giorno, più di un anno fa, che un certo “Cane Secco” gira un video per “ActionAid”.

Cos’è ActionAid?

ActionAid Italia è un’organizzazione indipendente, impegnata in progetti internazionali e nazionali a sostegno dei diritti fondamentali dell’uomo.

Chi è Cane Secco? E’ un tipo fico che fa video fichi su Youtube, e che negli ultimi anni, anche insieme alla sua società “Slim Dogs”, mi ha intrattenuto con i suoi video, soprattutto nei fine-settimana.

Questo è un video di Cane Secco feat. ActionAid

Questo è un altro video di Cane Secco per ActionAid

Non sono mai stato un “donatore”, non ho mai donato soldi a destra e a manca; non perché io sia tirchio, o senz’anima. Certo, io l’anima non ce l’ho, o se ce l’ho non è la mia, però so quando far del bene, lo so perché sento che DEVO farlo, non perché voglio farlo. Questo può sembrare controintuitivo, ma in realtà non lo è, perché non bisogna far del bene perché se ne ha voglia, ma perché si DEVE. Ho sempre considerato il dover far del bene un istinto, non un obbligo, perché in quanto esseri umani dovremmo essere solidali, a prescindere da chi usufruisce della solidarietà.

Quindi l’anno scorso ho attivato una SDD (Sepa Direct Debit) con ActionAid, e ogni mese dono 12 euro (da un paio di mesi sono 15), e in Zambia c’è un bimbo, Malambo, che da un anno è più contento.

Malambo prima di essere contento. Non ho foto dopo l’essere contento

Ne sono certo? No, ma mi fido. (Oh, c’è gente che ancora si fida, ci credete?)

Perchè ho scritto tutto questo? Non so, probabilmente perché fino ad ora non ne ho mai parlato con nessuno, proprio perché questi “aiuti” non dovrebbero essere sponsorizzati, ma solo condivisi, per far sì che tutti possano agire per il bene.

Volete aiutarli a casa loro? Adottate un bambino a distanza, stronzi!

Piccolo extra. Video dei TheJackal , sempre in collaborazione con ActionAid

Serve un meccanico?

Quando ho visto “Avengers: Endgame” per la prima volta, non sapevo cosa aspettarmi. O meglio, mi aspettavo qualunque cosa, pensavo che la Marvel avrebbe spaccato i culi ai passeri, ma avevo anche molta paura: avevo paura che, dopo questo capitolo del Marvel Cinematic Universe, non avrei avuto più voglia di andare al cinema e guardare un film con tutti questi “pupini” (cit.).

Quello che davvero mi salva, è che quando vado al cinema non ho più 35 anni: quando entro in un cinema io ho costantemente 10 anni, niente di più, niente di meno.

Ho scelto di avere 10 anni quando vado al cinema perché altrimenti starei lì, con il piglio corrucciato della giuria critica di stocazzo, a struggermi per gli errori di sceneggiatura, per la mancanza di realismo in ogni singolo film.

Posso avere tutta l’esperienza critico-cinematografica del mondo, ma spero tanto che la gente possa affrontare un film con il piglio di un ragazzetto alle prime armi, perché altrimenti non avrebbe alcun senso andare al cinema.

Guardate i film al cinema come se fosse la vostra prima volta al cinema, vi farebbe solo bene. Se poi volete fare i critici, se volete annullare la sospensione dell’incredulità, allora fate pure, ma non venite a lamentarvi se poi non vi piace niente.

Quando ho finito di vedere “Avengers: Endgame” per la seconda volta, ho pianto ai titoli di coda.

More than see the eyes.

TRANSFORMER!. No, non è un post del genere, è un catalogo di cose che non:

  • Non so sgommare con l’auto. Ok so guidare, so frenare, so curvare, ma non so come si sgomma. Ho giocato tanto tanto a Colin McRae Rally su Playstation, ma su un’auto vera niente, non lo so fare.
  • Non so parlare con le persone, o meglio lo so fare solo se brillo. Voi che mi conoscete, ditemi una volta in cui ho intrattenuto un discorso serio con voi.
  • Non so farmi prendere sul serio. Forse questo è colpa mia, o forse è colpa dell’idea che la gente si sia fatta di me. In ambito lavorativo più o meno riesco a farmi prendere sul serio, ma è nell’ambito sociale in generale che l’impresa è ardua
  • Non so come fa certa gente a volermi bene. Ho un carattere di merda, o meglio ho un carattere di merda alcune volte, altre volte no. Come dice Winston Wolf, avere un brutto carattere è diverso da avere carattere, ma vi giuro che io il carattere ce l’ho!
  • Non ho il fisico. Non ho il fisico per camminare, per correre, per fare le cose in generale. E dire che ci sono stati tempi in cui nuotavo 2000 metri senza fatica (ovvero essere giovani).
  • Non ci so fare. Qualcuno direbbe “Non ci sai fare con le ragazze?”. NO. Non ci so fare con le persone. Per me un qualunque approccio con le “Persone Vere” rappresentano un enigma, un percorso ad ostacoli.
  • Non so come facciate a leggere questi post. Io ho aperto questo blog per diletto, per “esercizio”, e quindi non so davvero perché ci siano visite a questo sito per cui ho speso soldi veri!
  • Non so cosa scrivere in questo blog. Ero partito davvero con un bell’obiettivo, cioè esprimere in maniera più o meno organizzata quanto mi passa per la testa, ma ciò mi risulta davvero un’impresa, a causa dell’ultimo punto
  • Non so cosa penso. Non lo so. Ho cose in testa ma non so argomentare, non son spiegare davvero cosa penso di un determinato argomento. Forse non ho pareri? Forse i miei pareri non sono altro che lo specchio del parere di qualcuno che ammiro, o di una corrente di pensiero che ammiro?

127.0.0.1

Dov’è casa?

Me lo sono chiesto in questi giorni, poiché sono stato via da casa (Milano) per stare a casa (Taranto) per 3 lunghe settimane. Ora che sono tornato a Milano mi chiedo: “Quale è davvero casa?”.

È casa quando ti svegli e sai che ti basta andare in cucina (perché cucina è la “sala da pranzo” per noi) per avere caffé, latte e biscotti pronti?

Oppure è casa quando ti svegli e non ricordi neanche dove sei perché la sera prima hai strabevuto, però sai dov’è la doccia e sai dove sono i vestiti e ti vesti in 2 minuti e in 5 minuti sei già alla fermata della 95 e in 20 minuti sei già ad aspettare la navetta per il lavoro ed in 40 minuti sei a lavoro?

Forse casa è solo dove sai che puoi bestemmiare fortissimo perché non ti sei svegliato in tempo, e casa forse è dove sai che devi uscire e mannaggiallamiseria hai sonno e non hai voglia ma tu esci lo stesso e sai di preciso come alzarsi dal letto e come vestirsi e come evitare la portinaia per non far tardi a lavoro.

Dov’è casa? Dove, mi chiedo?

[[Questo post è stato pubblicato, cancellato e poi ripubblicato, perché a quanto pare qualcuno lo ha apprezzato, e siccome unovalemille per me, lo ripubblico]]