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PlayLost #001 (20192910)

Questo è l’inizio di un esperimento che durerà $(numero_variabile_di_post) post.

  1. Apro Spotify
  2. Clicco su “Brani Preferiti”
  3. Attivo lo shuffle
  4. Clicco su Play
  5. Mostro i primi 10 brani, no skip (trustori)
  6. Se ho voglio trovo scuse per giustificare i brani

Ecco cosa ne è uscito:

  • Deftones – Headup, da Around the Fur – 1997 : Vabbè i Deftones spaccano, che altro dire? Non li ascolto molto spesso, ma ascoltarli fa sempre piacere, e dà sempre la carica.
  • Smashing Pumpkins – The Aeroplanes Flies High (Turns Left, Looks Right) da Mellon Collie And The Infinite Sadness – 1995: Piango, stop. Per fortuna sono riuscito ad ascoltarli almeno una volta nella vita, ma era quest’anno, ed erano prima dei Tool, e hanno fatto canzoni piacevoli (in parte) e hanno fatto anche “Wish You Were Here”.
  • St. Vincent – Marry Me, da Marry Me – 2007: St. Vincent amore immenso degli ultimi anni, tutto è bello e tutto e sexy e tutto è fico.
  • LP – Hey Nice To Know Ya, da Heart To Mouth – 2018: Non so neanche il motivo per cui ce l’abbia tra i preferiti, forse un giorno ho ascoltato questo brano e ho deciso che fosse un brano piacevole; non ricordo il motivo, però. Secondo me è colpa delle persone dell’Internet. Magari ne approfitto per approfondire.
  • Glen Hansard – Grace Beneath the Pines, da Didn’t He Ramble – 2015: Tantissimo amore per Glen, il film Once mi ha ucciso.
  • Elio e le Storie Tese – Bis, da Craccracriccrecr – 1999: Non c’entra un cazzo con tutto il resto, ma fa molto ridere pensarla in questa playlist; sarebbe stata perfetta come brano di chiusura.
  • Joan As Police Woman – Start of My Heart, da To Survive – 2008: Le cantanti femmine spaccano i culi da un bel po’.
  • Them Crooked Vultures – Gunman, da Them Crooked Vultures – 2009: A proposito di spaccare culi, ecco un gruppone.
  • Ministri – Cultura Generale, da Cultura Generale – 2015: Resto affezionato ai primi due album, ma gli voglio bene nonostante tutto.
  • Fabrizio De Andrè – Anime Salve, da Anime Salve – 1996: Piangere, singhiozzare, “Che bell’inganno sei, anima mia”.

Ecco la playlist:

Ears just wanna have fun

Ho uno strano rapporto con le cuffie.

Indosso delle cuffie alle orecchie per il 65% della mia giornata, lavorativa e non. Mi alzo, esco di casa, indosso le cuffie, arrivo in ufficio, indosso le cuffie, esco dall’ufficio, indosso le cuffie.

Quel che non capisco è il motivo per cui io riesca in maniera più o meno regolare a perdere o a rompere queste maledettissime cuffie.

Ho degli auricolari con cavo? Il cavo si rompe e di auricolare ne funziona solo una (di solito il sinistro, ovviamente).

Compro delle fantastiche cuffie con cavo piatto che mainellavitasirompe? Il cavo si rompe il giorno dopo.

Compro degli auricolari wireless? Si rompe il less.

Per qualche strana condizione meteoastrologica riesco anche a perdere le cuffie, quelle groffe groffe, quelle che d’inverno ok ma d’estate la musica scorre via col sudore.

Il mio sogno più grande è quello di farmi impiantare un sistema audio intraosseo. Uno di quelli per cui ti tiri un lobo dell’orecchio per mandare avanti o indietro i brani, tossisci e spotify va in modalità random. Dai, ci sarà un impianto del genere, no? NSA, parlo con te.

“O forse dovresti fare solo un po’ più attenzione. Che dici, caro vecchio coglioncello?”